“Wish” on Flash Art

L’esposizione si articola in due sale, ma in una sorta di percorso à rebours: la prima sala, più algida e rigorosa, presenta il risultato del lavoro, mentre la seconda, avvolta in una luce più tenue, ne rivela la genesi compositiva e concettuale. Al centro di tutto è il diamante, come oggetto totemico, e la sua rappresentazione ossessiva.

Il progetto – sviluppato tra l’altro negli ultimi mesi come work in progress in un blog – s’intitola “Wish” ed è incentrato sul concetto di desiderio. Il desiderio non è qui inteso solo nel senso erotico, ma è visto come pulsione profonda, misto di istinti naturali e inclinazioni spirituali. Tensione che muove costantemente l’essere umano verso l’altro da sé; il desiderio aspira, nonostante l’evidenza dell’esperienza, a possedere il suo oggetto in modo eterno, non effimero: perciò simbolo perfetto del desiderio è il diamante, oggetto indistruttibile e che dura “per sempre”. Il diamante ha però anche altre qualità: è segno di ciò che è puro, eppure nasce dal carbone, e così Koike lo rappresenta. Ha molteplici sfaccettature, e perciò può farsi metafora di una complessità e varietà di visioni, in contrasto con la natura stolidamente sempiterna che gli si attribuisce. Attraverso il diamante poi, come mostra il lavoro in vetro posto in una nicchia, in un angolo della galleria, ogni immagine, per usare un termine dantesco, s’immolla: cioè insieme si moltiplica e scompone in infiniti riflessi così come le figure e i volti si spezzano, palesando, non senza meraviglia, aspetti inediti, poetici, rivelatori.

Maria Cristina Strati

Flash Art n.308, February 2013, p. 118