“Nuova creatività italiana” by Guido Bartorelli

Kensuke Koike ha efficacemente condensato in una formula il senso del suo lavoro: «ricercare il collage perfetto». In effetti, se pensiamo al multiforme insieme della sua opera, ci accorgiamo che essa è sempre il risultato di un processo di manipolazione dell’immagine, si potrebbe dire di una stravagante e abilissima chirurgia. Il più delle volte il materiale di partenza è costituito da carte fotografiche, in genere trovate, e allora il collage è da dirsi letterale; altre volte si tratta dell’immagine trasmessa dal video, col che il collage viene inteso come prototipo delle varie sofisticazioni basate sul “taglia e incolla” che si effettuano in sala di montaggio. Ovunque intervenga, il bisturi di Koike è sempre utilizzato in modo artigianale, incide l’immagine trattandola non come un che di intangibile ma come un corpo fisico: una immagine-cosa, da intendersi come complesso nodo di rimandi a se stessa, alla propria presenza consistente, e a quell’altro, assente, che essa evoca in quanto icona.

Esemplare di tale ambiguità tra illusione e rivelazione è l’articolato Midnight Garrison, che per prima cosa ci offre un video del variopinto svolazzare di alcune farfalle eccitate dalla luce. In un secondo momento, però, si scopre che la scena, apparentemente naturale, consiste invece nella registrazione a circuito chiuso dell’installazione posta poco lontano, una boccia piena di ritagli di carte colorate tenuti in movimento da alcuni ventilatori. In questo modo il collage trova dimensioni inedite e inaspettate, un perfezionamento che lo porta a superare se stesso.

Nell’altra opera in mostra, la serie Wish, il collage si attiene alla modalità canonica dei papiers collés, e allora la perfezione va scovata in un rimando molto raffinato. Da vecchie fotografie Koike ha asportato alcuni frammenti e li ha riutilizzati per comporre la magnifica geometria del diamante. Ancora occhieggia qualche lembo di figura, ma questa si è ormai sublimata nella saldezza intaccabile del cristallo. Una forma perfetta, tanto più perché il taglio operato dall’uomo si è sapientemente armonizzato con la struttura profonda della natura.

Guido Bartorelli