“Kensuke Koike, collage come libere associazioni” by Alessandra Redaelli

Nato a Nagoya, in Giappone, una trentina d’anni fa, Kensuke Koike è un contaminatore di immagini. Nei suoi photocollage dalle finiture grossolane, come nei lavori di un bambino, e forme si affiancano con modalità che a volte sembrano del tutto casuali, altre volutamente pretestuose, guidate magari da un semplice sovrapporsi di linee e prospettive. Il risultato è sorprendente e intrigante. Quasi che la messa in relazione dei due soggetti scatenasse associazioni inaspettate, che scaturiscono per germinazione e si moltiplicano in maniera esponenziale quando si guardano i lavori uno accanto all’altro, come accade nella mostra oggi da Jarach. Un abito maschile da cui, al posto del volto, sgorga la chioma di un cipresso oppure la testa di un pollo, o ancora una nuvola di fumo; ibridi tra ortaggi e animali; visi spezzati e ricomposti fino a generare creature urlanti e mostruose. A volte l’intenzione simbolica è più evidente: nella Miss Liberty disassata dal suo piedistallo e lasciata lì a fluttuare nel cielo, incerta come il destino americano, o nei ritratti stracciati e poi malamente ricomposti, che sembrano testimoniare il pentimento dopo un gesto di rabbia. La personale Searching for a perfect collage presenta oggi una trentina di opere recenti, fra cui anche video. I prezzi dei collage vanno da mille (cm8,5×8,5) a tremila euro (cm 150×100). I video da 1.200 a tremila euro.

Searching for a perfect collage.
Venezia, Jarach gallery, Campo San Martino, tel. 041-5221938. Fino al 29 ottobre.

written by Alessandra Redaelli
from “Arte” October 2011, no.458 published by Mondadori, p.147